24 luglio 2026 · Aebischer Sofie
Insetti striscianti
La formica magnum suscita sempre maggiore attenzione in Svizzera e nei Paesi limitrofi. Questa specie invasiva forma colonie di enormi dimensioni e può quindi causare diversi problemi, dal cedimento di sentieri e pavimentazioni fino alle interruzioni di corrente. Ma come si riconosce, perché è considerata problematica e cosa bisogna fare in caso di sospetta presenza?
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La formica magnum (Tapinoma magnum) è una specie invasiva originaria della regione mediterranea occidentale. Le operaie misurano circa 2–4 mm e presentano una colorazione nera lucida.
Una caratteristica tipica della formica magnum è la capacità di formare cosiddette supercolonie. Queste sono costituite da numerosi nidi collegati tra loro e da un gran numero di regine. Le colonie possono quindi estendersi su vaste superfici e comprendere da centinaia di migliaia fino a milioni di operaie.
Se un nido viene disturbato o sottoposto a trattamento, le formiche possono rapidamente ricolonizzare l’area a partire dai nidi vicini. Questo particolare stile di vita rende la specie molto adattabile e ne complica notevolmente il controllo.
Nell’Europa centrale, la formica magnum è considerata una specie neozoa. Con questo termine si indicano le specie animali introdotte dall’uomo in aree in cui non erano originariamente presenti.
Si presume che la specie sia stata introdotta nell’Europa centrale attraverso il commercio di piante, terra o altro materiale vegetale. Negli ultimi anni si è diffusa sempre più ed è stata ormai rilevata anche in Svizzera.
I primi ritrovamenti risalgono al 2012 nel Cantone di Vaud. Da allora sono state registrate ulteriori segnalazioni, tra cui nei Cantoni di Ginevra e Zurigo. Gli esperti ritengono che questa specie di formica continuerà a diffondersi in Svizzera.
La formica magnum può causare problemi considerevoli, soprattutto nelle aree abitate. Con i suoi nidi ampiamente ramificati può scavare sotto marciapiedi, vialetti o pavimentazioni. Il terreno può così diventare instabile e, con il tempo, le superfici possono abbassarsi o spostarsi.
La specie colonizza spesso le zone vicine agli edifici, ad esempio sotto le fondamenta, nei giardini o nelle fioriere. In alcuni casi penetra anche all’interno degli edifici, soprattutto durante la stagione fredda, alla ricerca di luoghi riparati e caldi.
Anche le infrastrutture tecniche possono essere interessate. Se le colonie si insediano in quadri elettrici o in altri impianti tecnici, possono provocare interruzioni o malfunzionamenti nella fornitura di energia elettrica o nell’accesso a Internet.
In genere, la specie non rappresenta un pericolo diretto per la salute umana. Può tuttavia mordere e, a causa della sua presenza in gran numero, viene spesso percepita come fastidiosa.
Oltre ai danni agli edifici e alle infrastrutture, la formica magnum rappresenta anche un problema ecologico. Le sue grandi colonie e il suo comportamento aggressivo possono infatti soppiantare le specie di formiche autoctone, compromettendo così la biodiversità.
Un’infestazione da formica magnum si riconosce solitamente non dalla presenza di singoli individui, ma dal loro comparire in gran numero. Particolarmente evidenti sono i grandi raggruppamenti di formiche e le ampie piste percorse su più file.
Altri segnali tipici di un’infestazione sono:
piccoli cumuli di terra o sabbia agli ingressi dei nidi
nidi sotto pietre da pavimentazione, lastre di marciapiedi, terrazze o muri
operaie di dimensioni diverse all’interno della stessa colonia
numerose formiche che, in caso di disturbo, fuoriescono dal terreno in breve tempo
Un ulteriore elemento distintivo è l’odore emanato dalle formiche. Quando singoli esemplari vengono schiacciati, rilasciano una secrezione difensiva il cui odore viene spesso descritto come simile al burro rancido, all’acetone o alla plastica bruciata.
Poiché la formica magnum assomiglia molto alla formica nera dei giardini (Lasius niger), per i non esperti può essere difficile identificarla con precisione. In caso di sospetta presenza, saremo lieti di aiutarvi nella valutazione e nell’identificazione professionale.
Fonte dell’immagine: Tapinoma magnum, photo by Mattia Menchetti, from iNaturalist via GBIF, licensed under CC BY 4.0. Accessed 27th of July 2026.
Un’individuazione precoce è fondamentale, poiché le colonie di piccole dimensioni possono essere contenute molto più facilmente rispetto alle supercolonie già ampiamente diffuse. È quindi particolarmente importante far valutare il sospetto da specialisti il prima possibile.
In caso di sospetta presenza, occorre osservare le seguenti indicazioni:
Non effettuare tentativi di disinfestazione autonomi. A causa dei numerosi nidi collegati tra loro e dell’elevato numero di regine, le supercolonie sono difficili da contrastare. Misure inappropriate possono favorire un’ulteriore diffusione delle formiche oppure spingerle semplicemente a spostarsi nei nidi vicini.
Non spostare piante, terra o altro materiale da giardino. In questo modo si evita che le formiche vengano trasportate involontariamente e che si formino nuove colonie.
Segnalare il sospetto ai servizi cantonali competenti. In questo modo la presenza può essere valutata da specialisti e le misure successive possono essere coordinate.